Appalti, requisiti di partecipazione: rientra nel potere discrezionale delle amministrazioni aggiudicatrici - sottratto al sindacato del giudice amministrativo - la facoltà di fissare requisiti di partecipazione a una singola gara più rigorosi di quelli previsti dalla legge. 

 

Così il Consiglio di Stato: "secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale (ex plurimis, C.d.S., sez. V, 19 novembre 2009, n. 7247; 6 aprile 2009, n. 2138; 15 dicembre 2005, n. 7139; sez. IV, 12 giugno 2007, n. 3103, 22 ottobre 2004, n. 6972; sez. VI, 23 luglio 2008, n. 3655; 10 gennaio 2007, n. 37), i bandi di gara d'appalto e per gli affidamenti dei servizi pubblici possono prevedere requisiti di capacità più rigorosi di quelli indicati dalla legge, purché non discriminanti ed abnormi rispetto alle regole proprie del settore, rientrando nel potere discrezionale dell’amministrazione aggiudicatrice la fissazione di requisiti di partecipazione ad una singola gara, anche molto rigorosi e superiori a quelli previsti dalla legge, e che possa pertanto pretendere l'attestazione di requisiti di capacità tecnica, diversi ed ulteriori dalla semplice iscrizione in albi o elenchi;

e) è stato più volte precisato che l'esercizio di tale potere discrezionale costituisce attuazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, predicati dall'articolo 97 della Costituzione, sostanziandosi nell’apprestamento da parte dell'amministrazione (proprio attraverso la individuazione degli specifici requisiti di ammissione e di partecipazione ad una gara) degli strumenti e delle misure più adeguati, opportuni, congrui, efficienti ed efficaci per il corretto ed effettivo perseguimento dell'interesse pubblico concreto, in relazione all’oggetto dell'appalto da affidare, laddove le previsioni (generali) contenute nelle relative disposizioni normative di settore (come l’iscrizione in appositi albi o elenchi) sono volte a stabilire una semplice presunzione di possesso dei requisiti minimi per la partecipazione ad una gara e possono pertanto ben possono essere derogati (o meglio incrementati, sotto l'aspetto qualitativo e quantitativo) dall'amministrazione in relazione alle peculiari caratteristiche del servizio da appaltare;

f) di conseguenza le scelte così operate dall’amministrazione sono ampiamente discrezionali, inpingono nel merito dell'azione amministrativa e si sottraggono, pertanto, al sindacato del giudice amministrativo, salvo che non siano ictu oculi manifestamente irragionevoli, irrazionali, arbitrarie o sproporzionate, con riguardo alla specificità dell'oggetto ed all'esigenza di non restringere, oltre lo stretto indispensabile, la platea dei potenziali concorrenti e di non precostituire situazioni di privilegio;

g) i bandi di gara, quali atti generali, rivolti ad un numero imprecisato di destinatari, si sottraggono all’obbligo di motivazione, così che il sindacato sulla scelta dell’amministrazione di fissare requisiti di partecipazione, ulteriori e più stringenti di quelli fissati dalla legge, non può che riguardare il corretto esercizio del potere amministrativo sotto il profilo della ragionevolezza, razionalità, logicità e non arbitrarietà in relazione all’oggetto del contratto e all’interesse pubblico perseguito."

(Consiglio di Stato, sent. n. 3809 del 23/6/2011)