L'avvalimento tra forma e sostanza. Consiglio di Stato n. 3396/2016


Nelle gare pubbliche l'avvalimento non può risolversi nel prestito di un valore soggettivo puramente cartolare e astratto,[..]; né può ritenersi che il requisito può essere prestato indipendentemente dall'indicazione dei mezzi e delle risorse che lo giustificano, perché quest'ultime sono già in possesso dell'impresa avvalente, dal momento che la titolarità del requisito in capo all'impresa ausiliaria si giustifica in ragione del possesso in capo a quest'ultima dei mezzi e risorse ritenuti necessari per detenerlo. Nelle gare pubbliche elemento essenziale dell'istituto dell'avvalimento è, pertanto, la reale messa a disposizione delle risorse umane e dei beni strumentali occorrenti per la realizzazione dei lavori o dei servizi oggetto di gara, con conseguente obbligo per l'impresa ausiliata di presentare alla stazione appaltante l'elencazione dettagliata dei fattori produttivi, in modo da consentirle di conoscere la consistenza del complesso economico-finanziario e tecnico organizzativo offerti in prestito dall'ausiliaria e di valutare la loro idoneità all'esecuzione dell'appalto.” (Consiglio di Stato, sez. V, 27/07/2016, n. 3396)