Alcune delle questioni di maggiore interesse affrontate dallo studio legale.


GIURISDIZIONE PER GLI APPALTI DI PROGETTAZIONE SOTTOSOGLIA

Una società di ingegneria classificatasi seconda in una gara, indetta da una Stazione appaltante privata per l’affidamento di servizi di progettazione sottosoglia, si è rivolta alla studio per tutelare i propri interessi.
Esaminata la questione, i professionisti hanno ritenuto sconveniente rivolgersi alla Giustizia Civile perché poco avezza a trattare controversie relative a gare di appalto e, soprattutto, troppo lenta nella trattazione delle cause.
Pertanto veniva proposto ricorso al TAR competente ove la stazione appaltante e la controinteressata si costituivano eccependo il difetto di giurisdizione del giudice adito sulla scorta della nota sentenza n. 204/2004 con cui la Corte Costituzionale ha ritenuto illegittime talune ipotesi di giurisdizione esclusiva fissate dal D.Lgs. n. 80/1998.
Lo studio ha però sostenuto la sussistenza della giurisdizione generale di legittimità a prescindere dalla ricorrenza di una ipotesi di giurisdizione esclusiva. La tesi difensiva, infatti, era fondata sull’assunto che laddove il diritto nazionale e comunitario impongono il rispetto dei principi di imparzialità nell’affidamento dei contratti pubblici, i concorrenti sono comunque titolari di un interesse qualificato che come tale è idoneo a radicare la giurisdizione di legittimità del Giudice Amministrativo.
Il TAR adito ha accolto la tesi difensiva dello studio riportando le gare sottosoglia nell’ambito della propria giurisdizione e consentendo, in tal modo, ai ricorrenti di godere del rito accelerato di cui all’art. 23 bis L. 1034/1971.


DISCREZIONALITA’ NELLA VERIFICA DELLE OFFERTE ANOMALE

Un’impresa di costruzioni esclusa da una gara poiché la relativa offerta è stata ritenuta anomala si rivolgeva allo studio per essere riammessa e ottenere, in tal modo, l’aggiudicazione della gara.
I professionisti riscontravano che la commissione preposta alla verifica dell’anomalia aveva ritenuto incongrui taluni elementi dell’offerta non direttamente riferibili ai prezzi di contratto ma consistenti, in buona sostanza, in spese da sostenere per l’esecuzione della commessa.
Sicché veniva proposto ricorso al competente TAR per violazione dell’articolo 87, comma 2, del Codice dei contratti pubblici in quanto la verifica, prescindendo dagli elementi ivi contemplati, è stata estesa alla contestazione del rischio di impresa. Si costituivano la stazione appaltante ed il controinteressato opponendosi al ricorso sulla scorta della nota giurisprudenza che qualifica il giudizio sull’anomalia come atto di discrezionalità tecnica sindacabile esclusivamente sotto il profilo della manifesta illogicità od irrazionalità
Alla prima Camera di Consiglio la domanda di sospensiva veniva rigettata.
In vista dell’udienza di merito, dato il probabile esito negativo della controversia, i professionisti decidevano di richiedere parere all’Autorità di Vigilanza al fine di introdurre nel giudizio l’opinione autorevole dell’organismo indipendente.
Il parere – di contenuto favorevole alle ragioni dei nostri assistiti – veniva reso prima dell’udienza di merito. La sentenza che ha definito il giudizio ha disposto l’accoglimento del ricorso con conseguente obbligo della Stazione appaltante di rinnovare la verifica dell’offerta anomala.


CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI DI COLLAUDO DI OO. PP.

La legislazione attuale prevede oltre all’istituto del Collaudo Tecnico amministrativo la figura del collaudo statico.
Un tecnico appartenente alla pubblica amministrazione, nominato presidente della Commissione preposta al collaudo tecnico-amministrativo di un’opera pubblica, si è rivolto allo studio per appurare se sussistesse un obbligo del committente dell’opera pubblica di affidare l’incarico di collaudo statico ai medesimi soggetti titolari dell’incarico di collaudo tecnico amministrativo.
I professionisti dello studio hanno approfondito la questione mediante un parere pro veritate in cui la problematica – ancora inesplorata – è stata analizzata alla luce della ratio legis sottesa al D.P.R. n. 554/1999 nel senso che sussiste un obbligo del Committente di affidare al collaudatore tecnico-amministrativo che abbia i requisiti per svolgere anche le funzioni di collaudatore statico anche tale ultima prestazione.
Sicché, ricevuto il parere la Società committente dell’opera – discostandosi dalla prassi diffusa soprattutto tra le concessionarie autostradali – ha disposto l’affidamento del collaudo statico al cliente.